Visualizzazione post con etichetta guerra climatica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guerra climatica. Mostra tutti i post

giovedì 17 aprile 2014

Quando la normalità è anormale

 
Se esiste una prova schiacciante tra le tante possibili che confermino le reiterate operazioni di modificazine climatica in corso, è quando - di tanto in tanto - tali operazioni vengono sospese!
La "normalità" consiste ormai in cieli bianchicci e decorsi atmosferici giornalieri difficilmente interpretabili mentre l'anormalità prevede che in assenza di nubi e sistemi nuvolosi in qualche modo imbriferi o "di cattivo tempo", i cumuli "di bel tempo" si manifestino gai in un cielo omogeneamente azzurro.
 
In realtà, più che di normalità o meno dovremmo parlare di consuetudine, in quanto è evidente che il risultato di irrorazioni aeree giornaliere a tappeto non può in alcun modo considerarsi "normale".

Almeno qui in Toscana, infatti, negli ultimi giorni si è potuto notare un insolito ritorno ad una normalità meteorologica, guarda caso contestualmente ad una sospensione delle irrorazioni aeree inequivocabilmente identificabili come tali.
La fine di questa alterazione antropica delle condizioni climatiche ha comportato in tempi brevissimi (l'arco di una nottata) una normalizzazione delle temperature verso il basso, dato l'effetto serra provocato dai particolati (non più) in sospensione, ed il manifestarsi dei cumuli di bel tempo in un cielo chiaramente sereno, quindi azzurro.



Dopo un inverno privo di carattere, si può apprezzare almeno uno scampolo di primavera con la sua aria fresca che ci sembra fredda solo perché... l'inverno è stato anormalmente caldo. E per anormale, intendo riferirmi alle medie climatiche alle quali eravamo abituati prima dell'avvento delle irrorazioni aeree.
 
In questo periodo, sugli Appennini è nevicato e sta nevicando ancora, come all'inizio dell'inverno avevo pronosticato parlando con i miei amici, e questa consuetudine del colpo di coda primaverile di un inverno scialbo torna "stranamente" utile alle lobbies dell'alimentazione, creando, per le colture locali, condizioni di rischio per le piante sbocciate con troppo anticipo.
Basterebbe questo per rendersi conto di uno dei tanti motivi per i quali si spendono tanti soldi per condurre operazioni di modificazione climatica su vasta scala. Uno solo dei tanti.

domenica 13 aprile 2014

Irrorazioni aeree l'argomento più censurato dai debunkers di regime

Come osservato una volta dall'Avvocato Franceschetti, in rete è possibile dire di tutto senza tema di smentite: dall'accusare esplicitamente (ed a ragione) un magistrato di essere stato uno degli autori dei delitti ascritti al Mostro di Firenze fino a preconizzare con certezza assoluta (un po' meno a ragione...) l'imminente avvento del Grande Dio della nutella ma guai a parlare di Geoingegneria che l'esercito dei disinformatori di professione è pronto a scagliarsi con tutta la sua violenza verbale contro chi denuncia le operazioni in atto. Il problema è che a dar loro man forte non solo c'è la cansura di regime ma anche un esercito di Utili Idioti pronti a schierarsi contro qualsiasi tesi anti-estabilishment nel terrore di essere presi per dei creduloni al secolo irragionevoli sostenitori di bufale internettiane.
 
Questa volta, bersaglio della task-force di sub-umani prezzolati è stato niente meno che il sito ilMeteo.it che da buon sito meteorologico, non può non tener conto delle operazioni di modificazione climatica in atto! Se ti occupi di meteo non puoi non accorgerti delle scie chimiche altrimenti i casi sono due: o non ossevi MAI il cielo e scrivi solo stupidaggini oppure t'intendi di meteorologia come io m'intendo d'Ikebana, cioè nulla.
Non si può neanche ignorare che l'argomento sia stato ormai sdoganato quanto a credibilità dopo che, nel corso di una decina d'anni circa, è stato affrontato e comprovato a più riprese oltre che dagli attivisti anche da autorevoli scienziati, da militari d'alto rango e da politici eletti alle camere.
 
Pieno sostegno quindi a chi denuncia a chiare lettere queste abominevoli operazioni, ed in particolare ad un sito affermato come ilMeteo.it.

 
 
links di approfondimento suggeriti da nocensura.com:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

sabato 4 gennaio 2014

Renzi e M5S concordi sul nazi-solidal-negazionismo TSO per i dissidenti

Quando una FATTO si dimostra pericoloso per l'ordine costituito, non esistono più divisioni tra i governanti servi delle lobbyes: prevale l'interesse comune di mantenimento dello status quo.
Così come la morale trasversalcomune è pronta ad indignarsi all'unisono quando qualcuno si adopera per ricercare la verità nella grande farsa dell'Olocausto, essa si mobilita all'unisono e senza differenze ideologiche quando si tenta di scoperchiare il vaso di Pandora delle irrorazioni aeree clandestine. Argomento tabù per eccellenza sui cui addentellati è lecito sviluppare qualsiasi tipo di ipotesi: dalle più ovvie alle più incredibili ma non certo per questo meno realistiche, infatti la credibilità di una notizia non ha nulla a che vedere con la sua concretezza, anche se questo è un concetto difficile da metabolizzare per i poveri di spirito che rappresentano purtroppo la maggioranza della popolazione.

Così, una delle prime sparate nazi o vetero-comunista (a seconda della prospettiva dell'osservatore) renziane è stata la sua proposta di imporre il Trattamento Sanitario Obbligatorio per chiunque parli delle Scie Chimiche, dimostrando in un sol colpo:

- Se ignora il problema ovvero lo ritiene veramente una bufala internettiana,  ha dimostrato solo ignoranza del problema specifico oppure della politica nazionale prima che se ne interessasse: l'accordo Italia-USA sulla modificazione climatica risale infatti ad oltre 10 anni fa.

- Se ne è cosciente, allora egli è solo uno dei volti nuovi con cui si manifesta il vecchio sinattaccabile Sistema, capacissimo di negare l'evidenza ed ignorare l'enorme mole di prove che attestano le operazioni di irrorazione aerea e modificazione climatica in corso da decenni.
 
- In ogni caso, ha dimostrato di possedere il requisito fondamentale dell'amministratore di potere altrui: l'intolleranza verso gli oppositori o verso chi semplicemente non è allineato con le menzogne propagandate come verità imprescindibile dai media di regime.
 
Con questa esternazione buttata là, ha mostrato il suo vero volto, il bamboccio fiorentino avrebbe fatto meglio a stare zitto nell'interesse della sua stessa immagine.
Ma d'altra parte, se non si trattasse di un nuovo ligio alfiere di regime, non avrebbe lo spazio mediatico che gli viene concesso, a detrimento di trattazioni più importanti di un cambio di personaggio ai vertici di uno dei tanti volti dello stesso potere.
 
In questo contesto s'inserisce un post visto nel blog del M5S che, nella chiara intenzione dell'autore, vorrebbe discreditare l'attendibilità di un partito denunciando l'impegno di alcuni suoi (ex)componenti nel portare all'ordine del giorno delle Camere lo spinoso problema delle irrorazioni aeree, come se l'attenzione su questa triste ed innegabile realtà fosse equiparabile ad una seria ricerca su Babbo Natale.
Ma forse l'autore del post è più subdolo di quanto si possa pensare ed allora bisogna prendere in considerazione che lo scopo dell'articolo non è tanto quello di criticare (ulteriormente) il PD nell'ambito di una platea già sufficientemente disgustata dal suo operato ma proprio quello di ribadire come scontata l'inattendibilità del problema delle Scie Chimiche.
 

 
 
Scorrendo poi i commenti all'articolo, ci si può rendere conto della composizione "ideologica", individuabile quasi in percentuale, dei simpatizzanti M5S e soprattutto della presenza di una intransigente linea di partito: qualsiasi voce palesemente contraria ad essa viene immediatamente sommersa da pacati ma fermi dissensi miratri a ridurre il problema, ancora una volta, ad una bufala internettiana immeritevole di approfondimenti. Per dirla alla Barnard, di cui sono ancora in attesa di un tardivo ravvedimento, da persona intelligente qual'è, per loro l'argomento non supera la soglia della demenza e quindi non va indagato.
L'esatto contrario di un atteggiamento scientifico, un po' come la pensa il fisico Richard Garwin sulla fusione fredda (vedi recente articolo sulla fusione fredda).
 
Articolo di riferimento:

domenica 22 dicembre 2013

A Modena contro le irrorazioni aeree clandestine

Ieri nella città emiliana ha avuto luogo una manifestazione organizzata per protestare verso uno dei problemi più gravi e pervicacemente negati dal Sistema degli ultimi anni: le irrorazioni aeree clandestine, note ai più come "Scie Chimiche".
Che si tratti di uno dei problemi più scottanti in assoluto è provato senza ombra di dubbio dalla stessa mole di polemiche, ridicolidizzazioni e smentite filo-governative conseguenti ad ogni tentativo di divulgazione: veri disperati contrattacchi mediatico-propagandistici inusitati perfino contro problemi altrettanto gravi come gli omicidi rituali massonici ed il signoraggio bancario.
Pare proprio, infatti, che le Scie Chimiche rappresentino il tallone d'Achille del Sistema: troppo evidenti e pericolose per ammettere che esistano. E proprio giocando sulla loro inequivocabile evidenza, il Sistema si avvale di sofismi pseudo-scientifici per dimostrare che... non esistono!!
Le dimostrazioni dei "periti di parte" sono risibili per chiunque sia cosciente del problema anche dal punto di vista tecnico ma purtroppo hanno facile presa sulla maggioranza della popolazione che, elettivamente come tutte le maggioranze, non ha gli strumenti culturali ed intellettivi per capacitarsi ed analizzare la realtà dei fatti. Per il mantenimento dell'ignoranza infatti funziona ancora molto bene l'assunto che la cultura in quanto tale sia sostanzialmente umanistica e che le conoscenze scientifiche siano da relegare agli specialisti di settore, come se questi ultimi non si ponessero mai interrogativi sui massimi sistemi... .
La differenza è, semmai, che a volte sono proprio questi ultimi e non i primi ad avvicinarsi maggiormente alla Conoscenza pura, quella ricavata da deduzioni scientifiche e non sa opinabili e personali elucubrazioni mentali. Non a caso, dopo le generazioni di greci che gettarono le basi del nostro metodo filosofico e scientifico (ma allora non si operava questa dicotomia...), e dopo i pensatori che hanno elaborato e completato il loro pensiero, ci è voluto un chimico accademico - anche se acculturato in parecchie altre discipline - per accertare - e non dico ipotizzare - alcuni scottanti realtà sulla nostra natura che quasi certamente sono state finora appannaggio solo di una ristrettissima cerchia di esoteristi e tramandate gelosamente all'interno delle loro associazioni.
Mi riferisco ovviamente agli studi del Professor Corrado Malanga sulla natura umana.

L'importanza di questa manifestazione risiede nella sua stessa natura: tratta un argomento che è noto da anni quasi esclusivamente ai naviganti della rete ma in gran parte ignorato da chi non la usa per ricercare informazioni. E nel nostro Paese la percentuale stimata di popolazione che accede alla rete per ricercare informazioni è di circa l'1%. Per "informazioni" s'intende ovviamente qualcosa di alternativo alla propaganda ed al "politicamente corretto" divulgato dai media di regime. Nel senso che non significa esattamente "informarsi" andarsi a leggere gli articoli del Corriere della Sera o di Repubblica su internet invece che sulla carta stampata... .


 
Dal video andrebbe stralciata solo l'ingenua affermazione di un attivista circa una presunta "trasmutazione genetica del terreno" che, anche se denuncia chiaramente  uno degli effetti causati dalle irrorazioni sul territorio, non è corretta dal punto di vista informativo scientifico.
Mi dispiace metterla in evidenza ma errori del genere possono costituire appigli su cui costruiscono le loro tesi negazioniste i debunkers del Sistema.
Ma, parafrassando Mark Twain, alla verità non è permesso sbagliare: a differenza della menzogna dev'essere credibile per venire accettata.
 
Links di riferimento:
- L'accordo Italia-USA sulla sperimentazione climatica (articolo interno)

giovedì 21 novembre 2013

L'origine artificiale del ciclone Cleopatra in Sardegna

A poco tempo dalla spettacolare operazione "felicemente" riuscita nelle Filippine, ecco un altro devastante successo dei Padroni del Clima questa volta concentrati sulla Sardegna, regione italiana - lo ricordiamo - colpita in modo particolare da operazioni militari di geoingegneria ed irrorazioni aeree mirate ad altre finalità ma comunque dannose per la flora e per la fauna, inclusa quella di natura umana.
 
E se per le Filippine il movente pare sia la solita scusa americana per esportare truppe ed attrezzature militari assieme alla (loro) "democrazia", per la Sardegna forse questa è una punizione, o un avvertimento, per il popolo sardo che più di ogni altro in Italia ha preso coscienza di tali fenomeni e cerca di combatterli.
Evidentemente, la sparizione dell'attivista Franco Caddeo non è stata sufficiente per intimidire il coraggioso popolo sardo e allora ci riprovano con 16 morti accertati - o si dovrebbe dire "omicidi colposi" - un disperso e 2700 sfollati.
 
Nel video, realizzato manco a dirlo dall'irriducibile Rosario Marcianò, si può notare l'origine tunisina della nube artificiale ed il tipo di macchinario, denominato Taurus Molecolar Cloud, presumibilmente utilizzato dai criminali ambientali.
Ricordiamo che la Tunisia è stata oggetto non molto tempo fa di un colpo di stato più o meno "soft" stile Mani Pulite che, esattamente come per l'Italia, ha consentito la sostituzione della classe politica dirigente e... resistente (tipo Craxi sulla vicenda di Sigonella) con un'altra più filo-americana e disponibile per tali operazioni geo-criminali.
A riguardo, tra i links suggeriti a margine si veda anche dell'Accordo Italia-USA sulla Modificazione Climatica.
 
 
Links correlati:
 
- ll clima inteso come arma

venerdì 26 aprile 2013

19 milioni di Euro al giorno spesi dallo Stato per le irrorazioni aeree di sostanze tossiche

 
La farsa del rinnovo - si fa per dire - delle cariche elette dai poteri forti al vertice della nostra repubblica ha avuto, come tutti gli eventi della vita, anche i suoi riscontri positivi.
 
Infatti mai come in questi ultime settimane in cui, almeno dal punto di vista formale, si è verificato un vuoto di potere amministrativo, si sono potuti apprezzare dei cieli sgombri dalle famigerate scie chimiche, e questo alla faccia dei negazionisti.
 
Probabilmente, come suggerisce sagacemente Rosario Marcianò dalla trasmissione di Border Nights puntata 84 andata in onda il 23 ultimo sscorso, le irrorazioni sono cessate proprio grazie a questo vuoto amministrativo, visto che si tratta di operazioni ordinate dagli USA ma che comportano un consistente esborso da parte dello Stato Italiano; esborso che va in qualche modo deliberato, gestito e messo a bilancio. Magari non proprio a bilancio ufficiale visto che la Corte dei Conti ogni tanto scopre qualcosa che non va nei bilanci dello Stato.
A conferma di quanto ipotizzato da Marcianò, la vistosa ripresa delle operazioni subito dopo l'insediamento delle nuove (e vecchie...) cariche. 
 
Quando vi chiederanno ancora esborsi sotto forma di inique tasse o si lamentano della mancanza di fondi per le spese più impostanti, ricordatevi di come spendono gran parte del denaro illegittimamente rastrellato.
 
La trasmissione citata dura quasi tre ore, verte quasi esclusivamente sul problema della geoingegneria clandestina e vede come principale attore il noto attivista "anti-tankers" sopracitato, la partecipazione dell'Avvocato Franceschetti e, a sorpresa, di un ascoltatore fresco di studi e di... ...osservazioni sul campo, in procinto di conseguire il brevetto di pilota aeronautico.
 
Molto interessante soprattutto per chi ignora il problema.
 
Link della registrazione :

domenica 31 marzo 2013

L'impatto antropico e la pratica del fuoristrada

Usata spesso a sproposito e con la stessa attendibilità di un'estrapolazione statistica, l'accezione comune della locuzione "impatto antropico" pare riflettere più una valutazione personale di chi la usa che il riscontro oggettivo di una modificazione dell'ambiente e del territorio derivante da attività umane.
E' anche vero che l'Uomo, in quanto abitante della Terra al pari di tutte le altre creature, non avrebbe alcun motivo per valutare il proprio impatto diversamente da loro se non fosse che la tecnologia che è in grado di esprimere lo eleva, come potenziale distruttivo o modificatore, ben al di sopra della media.
Pare proprio infatti che tra le pulsioni primarie dell'Uomo debba essere annoverata di diritto l'evoluzione culturale e quindi tecnologica.
 
A questo proposito, va detto per inciso che distinguere tra cultura e tecnologia sarebbe un errore di valutazione simile a quello che, ormai da secoli, porta la maggioranza della gente a dicotomizzare il sapere in due branche apparentemente antitetiche eppure complementari.
Ma basta pensare alla letteratura come ad una scienza della comunicazione, alla matematica come ad un linguaggio descrittivo (oltre che analitico) ed alla tecnologia come ad una materializzazione di pensiero funzionale per comprendere come scienza e cultura sono la stessa identica cosa pur se approcciate da ottiche diverse.
Del resto, lo stesso Principio d'Inderminazione di Heisemberg afferma che non è possibile osservare un fenomeno senza in qualche modo modificarlo e quindi se ci si avvicina ad esso in maniera diversa, diversa risulterà la visione della realtà.
 
Tornando alla definizione generica di antroimpatto, molti tendono ad applicarla principalmente su considerazioni estetiche - senza altre valutazioni - e non solo: perfino nell'ambito delle sole apparenze esteriori, gli stessi critici riescono a scorgere la pagliuzza senza avvedersi della trave!
Faccio un esempio pratico.
Se, come succede spesso, c'è sempre qualche imbecille (non ho trovato una definizione più aderente alla realtà) che insorge contro un generatore eolico denunciandone il suo inaccettabile "impatto ambientale", si può stare sicuri che lo stesso acuto imbecille non si avvede del fatto che magari il generatore insiste, occupando qualche decina di metri quadri, in un territorio completamente DEVASTATO per migliaia di ettari da attività agricole o pastorali.
Eh si, perché la più devastante delle attività umane per quanto riguarda il vero e proprio Impatto Ambientale, non è la produzione industriale, men che meno è l'autotrazione ma è l'agricoltura.
Non a caso, le modificazioni del territorio dovute ad attività agricole sono le ultime a risultare visibili allontanandosi nello spazio dalla Terra, dopo che sono scomparse da un pezzo le aree urbane, le strade e perfino la Grande Muraglia cinese!
Gli amanti di una visione della "natura" allineata e coperta come quella che è fornita da un campo di grano o da un filare di viti dovrebbero capire che quella non è "natura" ma il risultato di una modificazione del territorio dovuta ad attività antropiche.
Anche i castori e tanti altri animali sono capaci di modificare il territorio su piccola e vasta scala a seconda delle loro esigenze o a seguito della loro stessa esistenza ma, va detto, non in maniera così incisiva come fa l'Uomo per sua scelta ponderata.
 
Quindi, tanto di cappello a chi si adopera - o crede di adoperarsi - in soccorso dell'Ambiente con la maiuscola ma suggerirei loro di cercare, prima di ogni altra valutazione, di capire in cosa consiste realmente una modificazione del territorio e dell'ambiente indotta da attività antropiche e di buttare giù una scala di valutazione che sia in grado di far comprendere immediatamente l'impatto complessivo di ogni singola attività.
 
 
Agricoltura
Come detto, appare evidente che non esiste attività umana ad impatto più alto sul territorio che non l'agricoltura e con essa la pastorizia intesa nell'accezione moderna dell'allevamento intensivo.
Eliminazione delle macchie naturali, irreggimentazione e deviazione delle acque fino all'impoverimento ed alla desertificazione di interi territori sono conseguenze praticamente inevitabili delle agricolture su vasta scala.
Certamente, cercare d'intervenire su di esse senza cercare di cambiare le nostre abitudini alimentari significherebbe lavorare su dei dettagli perdendo di vista una visione d'insieme per cui da un punto di vista STRETTAMENTE RAZIONALE non si può non dare ragione al veganesimo che avrebbe come primo effetto, oltre ad un miglioramento generalizzato della salute e dell'aspettativa di vita di ogni uomo sul pianeta, un vero risorgimento naturale dei territori modificati o devastati dai pascoli e dalle colture specifiche per l'alimentazione animale.
In questa valutazione, va tenuto conto del fatto che le estensioni di coltivazioni necessarie per foraggiare animali da macello, sono almeno di un ordine di grandezza superiori a quelle che sarebbero necessarie per alimentare DIRETTAMENTE noi esseri umani. Quindi, rinunciando o limitando di parecchio la carne nella nostra dieta, oltre ad un positivo impatto sulla salute, assisteremmo alla rinascita naturale di una quantità immensa di territori destinati (e devastati) dalle attività di allevamento a scopo alimentare.
Pare anche che la coltivazione - estremamente redditizia - del caffè sia responsabile della riconversione di parecchie aree destinate in origine a coltivazioni alimentari. Considerando che del caffè si può fare vantaggiosamente a meno o comunque si può limitarne di parecchio il consumo, anche sfumature come queste nella vita quotidiana di ogni singolo individuo comporterebbero effetti positivi significativi a livello globale.
La diversificazione delle nostre abitudini alimentari, con la reintroduzione di parecchi alimenti vegetali alternativi alle solite poche graminacee e legumi di cui ci cibiamo SOLO perché sono per i produttori le più convenienti, permetterebbe di contrastare la perdita delle biodiversità. Vale la pena quindi di tener presente che, alle nostre latitudini, ci cibiamo di preferenza di prodotti a base di grano non perché dal punto di vista alimentare sia superiore ad altre graminacee come l'orzo ma semplicemente perché offre una resa di raccolto superiore. Stesso discorso vale per frutta e verdura, leguminacee e quanto altro.
 
 

A differenza dei vegani puri, non sono del tutto contrario al consumo di carni (carne e "pesce" che sempre carne è!) ma lo sono nei riguardi della carne d'allevamento intensivo, sia per la sofferenza imposta agli animali, sia per la stessa qualità di carni e uova prodotte da animali sottoposti ad una vita e ad un'alimentazione insana come quella derivante dal loro allevamento industriale.
Le attività venatorie o di pesca amatoriale potrebbero fornire OCCASIONALMENTE carni "fresche" e naturali che potrebbero integrare ogni tanto la nostra dieta vegetale senza pregiudicarne la salubrità, anzi integrandola appunto, in modo da renderla simile a quella paleolitica che molti individuano come la nostra dieta più consona, avendola praticata per un tempo maggiore rispetto a qualsiasi altra nel corso della nostra presenza sulla Terra.
Per questo sono favorevole alla caccia - che per inciso "assicura" una fine naturale ad ogni animale catturato ed abbattuto - ma assolutamente contrario ai disumani allevamenti industriali.


 
Produzione industriale
Non v'è dubbio che la produzione industriale possa occupare di diritto il secondo posto in una scala decrescente di valutazione dell'impatto antropico e ciò non tanto - come considerano a torto molti - per l'insistenza stessa e per l'impatto diretto dell'opificio sul territorio ma per tutti i danni indotti a partire dal reperimento ed affinamento o produzione delle materie prime, il loro trasporto, l'impatto provocato della produzione, di nuovo il trasporto dei prodotti finiti ed infine dal loro smaltimento.
Gli interventi possibili in questo settore sarebbero infiniti ma io continuo ad insistere su quelli che a me risultano più fattibili ovvero una limitazione drastica della produzione automobilistica attraverso il miglior sfruttamento possibile dei veicoli già prodotti - ovvero l'usato - evitando di mandarli in rottamazione troppo presto, molto prima che risultino inservibili o poco convenienti da utilizzare e prima ancora sull'assurda abitudine di imbottigliare, vendere e consumare acqua potabile in bottiglie di plastica trasportandola per migliaia di chilometri fino al consumatore. Un'abitudine davvero idiota, facilmente evitabile ed oltremodo decadente.
 

 
La viabilità
Ma è proprio necessario costruire ed ampliare continuamente strade e viadotti?
Una domanda che l'esercito di idioti (non definibili altrimenti) che si schiera contro la pratica del fuoristrada motorizzato non si pone mai è "Qual'è il reale impatto di una strada sul territorio e sull'ambiente naturale inteso sia come vita animale che come vegetazione?"
Rispondo io: E' tanto grande che solo difficilmente è valutabile sotto tutti i suoi aspetti.
 
Premesso che la necessità di costruire nuove strade ed ampliare quelle esistenti deriva principalmente da un ingiustificato aumento del traffico terrestre che potrebbe essere grandemente ridimensionato, nel nostro Paese, sviluppando al massimo quello marittimo e ferroviario (evitando di svendere le ferrovie ad operatori privati) e soprattutto lavorando sui presupposti che costringono la gente a spostarsi per lavoro e le merci ad essere trasportate su e giù invece di essere prodotte ed utilizzate sul posto, bisognerebbe valutare attentamente, ogni volta che si prende in considerazione la costruzione di una nuova strada o un significativo ampliamento di una viabilità esistente, la reale portata dell'impatto ambientale dell'opera.
Per "strada"s'intende ormai un'opera moderna che consiste in un nastro estremamente regolare si asfalto posto su di una sede il più possibile lineare a prescindere dalle caratteristiche orografiche del territorio. Quindi la preparazione della sede comporta quasi sempre consistenti sbancamenti e movimenti di terra con alterazioni importanti e definitive delle preesistenze naturali, impermeabilizzazioni, canalizzazione forzata delle acque piovane ed eventualmente fluviali, stendimento di eventuali linee d'impianto accessorie (ad es.: illuminazioni) e, nei casi più eclatanti, trafori e viadotti.
Ora, quanti di noi si sono mai immedesimati nella fauna e nella flora al cospetto della devastazione operata dalla costruzione di una strada moderna ed asfaltata capace di dividere gli ambienti naturali in tante schegge di un insieme originario e di deviare ed irregimentare i flussi delle acque?
Perché è questo che comporta una strada tracciata su di un territorio naturale, dovrebbero tenerlo ben presente i sedicenti amanti della natura che si battono contro alla pratica del fuoristrada motorizzato, il cui reale impatto sull'ambiente è pressoché nullo a meno di non effettuare valutazioni puramente estetiche sulle tracce lasciate dalle ruote ma che sarebbero ben contenti, a bordo delle loro scintillanti ed impeccabili auto da strada su comode e livellate strade asfaltate, di attraversare ed osservare ambienti naturali relegati dietro alle immaginarie sbarre di uno zoo, ben lontane dal poter sporcare di fango le suole delle loro scarpe, lisce come l'asfalto.

Fuoristrada in armonia con la natura: niente strade = nessun impatto ambientale!



 
 Appendice: geoingegneria e guerra climatica
Più difficilmente apprezzabili da chi non si guarda intorno con spirito critico, queste due piaghe moderne passano inosservate ai più che ignorano - o negano pervicacemente - che sono in atto da anni operazioni di geoingegneria e di modificazione climatica su scala planetaria ma particolarmente concentrate ed apprezzabili in determinate zone ad alta antropizzazione.
Più che di due pratiche distinte, si tratta in realtà di considerare due punti di vista della stessa scienza in quanto la modificazione climatica non è che una branca della geoingegneria, disciplina che lontano dalla consapevolezza popolare ha raggiunto un livello di potenza ed efficacia di cui ancora pochi al mondo si sono resi pienamente conto.
E' noto da diversi decenni, ad esempio, che esistono diverse tecniche per provocare terremoti artificiali sia come fine dichiarato che come effetto collaterale di determinate pratiche geologiche. Un terremoto può essere provocato artificialmente in zone non sismiche ricorrendo a potenti cariche esplosive sotterranee oppure, disponendo le cariche in maniera opportuna su faglie critiche in zone già a rischio sismico, si può far precipitare un evento sismico che sarebbe accaduto naturalmente prima o poi, tenendo presente che i tempi geologici trascendono la nostra breve esistenza sulla Terra.
Altresì, un sisma si può scatenare in un ambito abbastanza circoscritto come effetto collaterale della tecnica di estrazione di gas naturali detta "fratturazione idraulica" o più brevemente "fracking" che si sospetta sia all'origine dell'ultimo terremoto in terra emiliana non riconosciuta a rischio sismico.
Anche onde anomale in grado di spazzare le coste possono "tranquillamente" essere provocate da esplosioni sottomarine ancor più efficacemente se coadiuvate dal crollo di una parete sottomarina già in equilibrio precario o da una faglia in tensione che "non vedeva l'ora" (si parla sempre di tempi geologici) di liberare la sua energia.
Quindi attenzione a considerare di origine naturale tutti i sismi ed i disastri degli ultimi anni: non è solo da oggi che si può fare e conoscendo l'Uomo sappiamo che se una cosa si può fare, prima o poi qualcuno la farà. Vale sempre la pena di chiedersi se un sisma o un disastro, magari stranamente circoscritto e sospetto come quello di Fukushima, può essere stato scatenato intenzionalmente per una ragione plausibile ed a vantaggio o detrimento di qualcuno.

Ma la geoingegneria non è solo questo; in fondo il ricorso agli esplosivi per tali scopi, sia di tipo tradizionale che nucleari, è una pratica sperimentale che risale alla 2a Guerra Mondiale ed oggi sappiamo che il bombardamento della ionosfera con tecnologia HAARP può presumibilmente operare veri "miracoli" di ordine geologico senza neanche dare nell'occhio.
In rete, anche tramite i link indicati nella colonna di destra, si possono approfondire questi argomenti.

Abbiamo detto che la modificazione climatica è solo un aspetto della geoingegneria ma di questa rappresenta forse l'effetto (o per altri versi la causa) più facilmente visibile essendo messa in atto ANCHE attraverso le irrorazioni aeree a tappeto, al secolo le famigerate "scie chimiche" che per una folta schiera di imbecilli, parenti forse di quelli già citati, semplicemente "non esistono" e/o non vale neanche la pena di indagare.

Certo è che inondare i cieli di particolati metallici e tossici o batteri non è un toccasana per l'Uomo e neanche per l'ambiente e allora se c'è qualcuno che crede di avere un tale livello di coscienza da sentirsi in dovere di schierarsi con coloro che vogliono preservare la natura e con essa noi, è bene che prenda apertamente posizione contro questa pratica criminale, mettendola in agenda al primo posto tra gli argomenti di battaglia e discussione.
 

giovedì 31 gennaio 2013

Armi climatiche e telluriche

In questa intervista risalente allo scorso anno, il Generale Fabio Mini parla della riconosciuta possibilità di modificazione del clima, della possibilità di terremoti artificiali ed onde di marea oppure di favorire ed anticipare sismi naturali, attraverso l'utilizzo di tecnologie più o meno note.
 
L'effettivo utilizzo di tali tecniche per scopi di distruzione e dominio è talvolta ampiamente evidente e palese come nel caso delle irrorazioni aeree, altre volte va ricercato incrociando e spulciando i dati disponibili sugli eventi.
Ad esempio, l'origine artificiale di un sisma può essere rivelata da una significativa superficialità del suo ipocentro o da una sincronica variazione di attività elettromagnetiche di tipo HAARP, come suggerito da alcune ricerche già riportate da questo blog.

Tutto questo, nonostante le armi climatiche sino espressamente vietate da specifiche leggi emanate a livello internazionale fin dal 1997.
 

 
Articolo di riferimento:

martedì 15 gennaio 2013

Non stuzzicare il vulcan che dorme...

... ma è proprio quello che stanno facendo da un po' di tempo a questa parte delle navi (para)oceanografiche e sismologihe italo-americane e non è da escludere che nel tempo, la scomparsa di qualche ignaro navigante nel triangolo di fuoco del Tirreno meridionale sia dovuta proprio a qualche attività, di sicuro illecita e dannosa per l'ecosistema, da tenere lontana da occhi indiscreti.
 
Vulcano Stromboli in attività
 
La domanda da porci è se, dopo l'ultimo sisma emiliano provocato a quanto risulta da un'attività HAARP sinergica a chissà quale altra diavoleria (vedi caso dei furgoni gialli), i frequenti terremoti avvertiti in Calabria nell'ultimo periodo, il recentissimo risveglio dello Stromboli ed una maggiore attività dell'Etna non siano da relazionare a queste attività criminali di geoingegeria.
 
In attesa della grande onda
Non è da escludere che, avendone la capacità tecnica, questi "alleati" compagni di merende non ricorrano, come per Thailandia, Maldive e Giappone, a delle microcariche nucleari che in questo caso potrebbero dare la stura al gigante sommerso che pare abbia almeno un fianco a rischio statico.
Il risultato sarebbe un'onda di marea di proporzioni colossali, presumibilmente ben più consistente di quelle provocate nel sud est asiatico, che investirebbe con particolare energia sulle coste del Tirreno Meridionale settore Est (bassa provincia di Salerno, Potenza tirrenica, Calabria e Sicilia tirreniche).
 
E questo non è allarmismo, fino a che continueranno a stuzzicare il Marsili da vicino ed in generale non cessano l'attività di tipo HAARP.

domenica 4 novembre 2012

Caccia: l'ipocrisia degli animalisti


Ad ogni apertura di stagione venatoria, si ripropone la trita e sterile polemica della messa a bando della caccia da parte di una vasta schiera di animalisti che hanno una visione solo parziale della realtà, di ecologisti che non sanno neanche dove stia di casa l'ecologia e, per finire, di gente che è in realtà solo contro la detenzione di armi da fuoco da parte dei privati cittadini ma non certo da parte di forze ostili ai cittadini stessi, a cominciare dalle famigerate forze di polizia europee dotate di licenza di uccidere, ai fantomatici serial-killer (o chi per loro) ben protetti ed occultati dalla Legge (fate un giro nel blog di Franceschetti) per finire a quelli che fanno la guerra al prossimo, (es)portando morte e distruzione, solo per fare la pace con le banche e CREARE nuove opportunità per gli investitori che pagano le loro armi ed i loro equipaggiamenti... .
 
Tuttavia, in quanto animalista convinto (e non dell'ultima ora), sarei pronto a sostenere una campagna contro la caccia, ma a queste condizioni:
  • Messa al bando planetaria degli allevamenti di animali da macello e da sperimentazione. Un animalista che si preoccupa di vietare la caccia prima di vietare gli allevamenti da macello o da sperimentazione è un IPOCRITA capace di vedere la pagliuzza che ha nell'occhio ma non la trave rovente che ha in qualche altro posto. Solo in allevamenti del genere, un animale arriva a vivere sofferenze così atroci e continuate fin dalla nascita: chiunque di loro "firmerebbe" per una morte occasionale e rapida in una battuta di caccia invece di vivere una vita di sofferenze ed una morte spesso lenta e spietata. Un colpo risolutivo ben assestato in un'azione di caccia è una morte che qualsiasi animale si "aspetta" da milioni di anni a questa parte e fa parte della storia del mondo anche prima che nascesse l'Uomo e che nella parte più recente della sua storia decidesse di circoscrivere in una categoria quei suoi elementi che ancor oggi si adoperano in un'attività così connaturata alla sua indole.
  • Conversione definitiva al veganesimo. Se la carne non fa bene praticamente a nulla - e questo nessuno può metterlo in discussione - è tanto più vero che quella che fa meno bene sia quella proveniente da animali allevati a tal scopo, vegetati - non vissuti - in condizioni di stress perenne e rimpinzati di antibiotici, ormoni e cibi bilanciati per l'ingrasso. Se continuiamo a mangiare carne, nell'interesse della nostra salute, contro la desertificazione del pianeta indotta dagli allevamenti e contro gli squilibri ecologici indotti dalle immense coltivazioni destinate all'alimentazione degli animali da macello, faremmo bene a limitarci a (pochissima ed occasionale) carne ricavata da attività venatorie. In tal modo rientreremmo anche in un regime alimentare di tipo paleolitico, da qualcuno suggerito come essere il più connaturato all'evoluzione umana.
  • Messa al bando delle guerre di tutti i tipi, da quelle convenzionali a quelle climatiche o economiche. Solo in tal modo, grazie al benessere ed alla sicurezza sociale che ne deriverebbe, non avremmo più nessuno da cui difenderci, armati fino ai denti. Unici ostacoli alla realizzazione dell'utopia, le banche ed i governi.
In mancanza di tali condizioni, lasciateci la caccia (e lo dice uno che non ha mai cacciato in vita sua) e le armi per difenderci anche (non si sa mai: le campagne denigratorie alimentano l'odio) da animalisti ipocriti e sedicenti ecologisti che congiurano contro il pianeta e l'Uomo stesso magari senza rendersene conto, plagiati da qualcuno capace di sfruttare la loro miope sensibilità.

Dedicato a chi è contro la caccia ma continua a mangiar carne di allevamento.
Per stomaci forti:
 

-
-

martedì 31 luglio 2012

Riscaldamento globale dovuto all'Esafluoruro di Zolfo

Come da sempre sostenuto da Impatto Antropico, ecco un'ulteriore prova che il Biossido di Carbonio prodotto dalle attività umane ha ben poco a che vedere col cosiddetto Riscaldamento Globale.
Al di là della sicura validità delle tesi esposte nell'articolo sotto riportato, quando si considerano le cause che possono provocare un effetto di riscaldamento globale - ammesso che ce ne sia effettivamente uno in corso - rimane comunque da tenere sempre in considerazione i sicuri e ciclici effetti dell'attività solare.



L’esafluoruro di zolfo è uno fra i numerosi ingredienti delle scie tossiche: è il principale responsabile dell’effetto serra indotto, cioè generato attraverso la creazione, per opera di velivoli ad hoc, di una coltre chimica che, soprattutto di notte, imprigiona la radiazione infrarossa proveniente dal suolo, impedendole di disperdersi nello spazio. Dunque non è il biossido di carbonio, a differenza di quanto asseriscono disinformati e disinformatori, a determinare l’aumento delle temperature globali.

Nell’ottobre 2000 il governo federale statunitense condusse alcuni esperimenti chimici nell’ambito di ricerche per la prevenzione di attacchi (?) bio-terroristici durante le Olimpiadi invernali del 2002. Nei cieli di Salt Lake City fu rilasciato esafluoruro di zolfo (SF6) con l’ausilio della D.T.R.A. (Defense threat reduction agency): la ricerca si estese all’interno del V.T.M.X. “Vertical transport and mixing program”, per lo studio del comportamento dei venti, del calore e del vapore acqueo negli strati bassi dell’atmosfera, nell’ordine di poche centinaia di metri di quota.

Attualmente i militari usano esafluoruro di zolfo puro e nessuna alternativa viene proposta. L’esafluoruro di zolfo è un gas che possiede caratteristiche dielettriche notevoli, perciò è largamente impiegato nei sistemi radar militari (es. AWACs). L'esafluoruro di zolfo cattura efficacemente la radiazione infrarossa e, vista la sua relativa inerzia chimica, non viene rimosso velocemente dall'atmosfera terrestre. Queste proprietà lo rendono un potente gas serra.

Diverse attività si basano sull’impiego di SF6: è usato come gas tracciante per lo studio delle peculiarità chimico-fisiche delle nubi. Una di queste attività è denominata “Studio dell'elemento tracciante nello scambio verticale dei cumulonembi”: ‹‹ Un composto tracciante inerte, gas di esafluoruro di zolfo (SF6) è stato scelto per rintracciare la traiettoria della quantità d'aria dentro e fuori le nubi. Questo tracciante è stato selezionato perché non è tossico (?), è facile da misurare in concentrazioni in parti per trilione e relativamente economico. Si è ricorsi ad un aereo per diffondere SF6, mentre un secondo velivolo ha campionato la traccia. Durante il rilascio di SF6, l’aereo campione è stato disposto parecchi chilometri sottovento e ad una quota diversa rispetto a quella del velivolo di rilascio. Il tracciante è stato diffuso ad una quota di circa 1.250 m. (in altre sessioni la quota è stata innalzata a 2500- 2670 metri, n.d.r.), seguendo una linea perpendicolare al vento di sedici chilometri. Il secondo velivolo ha cominciato il rilevamento che si è protratto per trenta minuti ››.

L’esafluoruro di zolfo viene anche adoperato nei programmi ufficiali di “cloud seeding”: anche in questo caso il composto è impiegato come agente tracciante per l'individuazione dei composti irrorati per mezzo di radar, sensori al suolo e nell’aria, come è illustrato nel dossier: “Inchiesta sugli effetti di irrorazione di ioduro d’argento in una tempesta invernale”, 1994. Nello studio sono descritti il trasporto e la dispersione di una nube di aerosol su Wasatch Plateau (Utah) da una singola fonte al suolo. L'esperimento è consistito nel rilascio simultaneo di ioduro d'argento e di un gas tracciante, l’esafluoruro di zolfo. Un furgone equipaggiato ha lavorato sulle strade del luogo ed un velivolo di ricerca del N.O.A.A. ha operato a 300-600 m. di quota. Il furgone ed il velivolo sono stati forniti di sensori per rilevare sia i nuclei di ghiaccio (AgI) sia l'esafluoruro di zolfo (SF6). […]

Nel “Climate action report: greenhouse gas inventory” del Dipartimento di stato, le caratteristiche della sostanza vengono così delineate: “L'esafluoruro di zolfo (SF6) è il gas serra più potente che l’I.P.C.C.I. abbia mai valutato. Circa l’80 % dell'uso mondiale di SF6 deriva da isolanti per sistemi elettrici di distribuzione e trasmissione. Inoltre è usato come protettivo atmosferico nelle colate di fusione del magnesio”.

Le conclusioni dello studio delle emissioni di gas serra in un periodo di cinque anni (1990-1995), portano il Dipartimento di stato alle seguenti conclusioni: “Nella maggior parte dei casi, le emissioni di metano, N2O, HFCs, PFCs, esafluoruro di zolfo sono rimaste relativamente costanti o sono leggermente aumentate. Ad esempio, le emissioni di metano sono aumentate di quattro punti percentuali. Nonostante sia solo una piccola parte del totale, l’incremento delle emissioni di HFC, PFC, e SF6 è significativa a causa del loro enorme potenziale sul riscaldamento globale e, nei casi di PFCs e SF6, per la loro lunga persistenza in atmosfera”. […]

Le agenzie hanno dichiarato pubblicamente che il gas è inerte ed innocuo, ma è soltanto una parte della verità: secondo il comitato "Citizens education project", l’esafluoruro di zolfo non è realmente inerte ed inoffensivo. Infatti, se viene riscaldato”, ha dichiarato Steve Erickson, portavoce per la giustizia sociale e responsabilità governativa, “si dà origine ad altri composti: uno di questi è S2F10 (decafluoruro di dizolfo), che è mortale in concentrazioni abbastanza elevate. Il gas SF6 pirolizza o cambia chimicamente a 440° F (226° C) trasformandosi in altri gas o polveri finissime, compreso il decafluoruro di di zolfo dal caratteristico odore di uova marce. L'inalazione di S2F10 può causare nausea, danni polmonari o morte”.

Questa è una sperimentazione umana su larga scala e ricorda le irrorazioni della baia di San Francisco e dei sottopassaggi di New York in occasione dei test batteriologici segreti che furono condotti in ambito bellico”, ha affermato Preston J Truman, direttore di Downwinders. “Il tutto è eseguito senza la nostra conoscenza o consenso. Pare che il D.O.E. ed il D.O.D. abbiano l'abitudine di trattare i cittadini dello Utah alla stregua di cavie. […]

Fonte originale:

Integralmente tratto da Tanker Enemy.com

martedì 10 luglio 2012

Irrorazioni aeree e mutazioni genetiche indotte

In articoli come “Mutanti”, “La questione silicio”, “Scie chimiche e homo novus”, “Morgellons: singolari correlazioni”, avevamo già affrontato il tema dell’ibridazione genetica che risulta essere uno degli obiettivi precipui delle operazioni chimico-biologiche. Pubblichiamo ora una ricerca molto avanzata, tratta dal libro “Uomini o dei?”, in cui è indagato tale inquietante risvolto. Lo studio, le cui conclusioni, a nostro parere, sono plausibili, è la riprova che le ipotesi formulate tempo fa trovano delle precise corrispondenze, dei significativi riscontri, purché si intenda investigare senza pregiudizi. Ringraziamo l'amico TheAntitanker per la preziosa segnalazione.

Da qualche decennio è in atto un’operazione d'irrorazione tramite aerei privi di insegne (ma anche per mezzo di velivoli non identificabili come aerei) e sorvolanti zone al di fuori d’ogni rotta, di ampie porzioni di cielo, tramite una sostanza biancastra che a prima vista è confondibile coi gas di scarico. Tale scia (persistente o meno, n.d.r.) si espande e riempie nel giro di qualche ora vaste porzioni di cielo. Talvolta i velivoli agiscono in gruppo, disegnando varie forme geometriche (anche circolari) e spesso griglie. Le autorità bollano tutto come fantasie, mentre alcuni studiosi indipendenti, analizzando la composizione chimica di tali scie, hanno rinvenuto elementi più o meno tossici all’inalazione come alluminio, bario e silicio.

Scopi dell’irrorazione sembrano essere aumentare la conducibilità e, contemporaneamente, ridurre l'umidità atmosferica per facilitare le trasmissioni militari, influire negativamente sul metabolismo umano per portare utili alle multinazionali farmaceutiche e tentare di controllare il clima.
Il motivo principale, però, sarebbe ibridare l’uomo. Il silicio sarà trattato più avanti, mentre i motivi per cui sono impiegati il bario e l’alluminio sono chiariti di seguito. Il bario è un metallo molle di colore bianco argento che non si trova mai puro in natura a causa della sua forte reattività con l'ossigeno dell’aria e con l'acqua. All'aria rapidamente si ossida trovandosi comunemente sotto forma di ossido di Bario (BaO).

Si definisce idratazione l'interazione fra l'acqua ed una sostanza disciolta in essa, per cui si può disciogliere Ba in atmosfera (dove si trova l’acqua sotto forma di vapore acqueo), idratando quindi Ba e ottenendo idrossido di bario Ba(OH)2. La formula della reazione è Ba+2(H2O) -> Ba(OH)2+H2. L’idrossido di bario è esattamente il composto riscontrato nelle scie chimiche.

Le formule degli idrossidi sono sempre caratterizzate dalla presenza di uno o più raggruppamenti OH (gruppo ossidrile), che presenta una valenza pari a 1. La formula di un idrossido è sempre costituita da un solo atomo di metallo (in questo caso Ba) seguito da tanti raggruppamenti OH quant'è la valenza del metallo (che è 2), per cui l’idrossido di Bario Ba(OH)2 ha valenza -2, tendendo quindi a legarsi a 2 atomi di H per originare 2 molecole d’acqua, il che lo rende una base molto forte. A temperatura ambiente si presenta come una massa cristallina bianca semitranslucida inodora, molto caustica e tossica.
-
Effetto d’iridescenza dato dal Ba(OH)2.
-
Dato che è una delle basi più forti, l’idrossido di bario può essere usato in una idrolisi alcalina (o basica che dir si voglia). I perossidi sono composti chimici contenenti il gruppo caratteristico formato da due atomi di ossigeno uniti da un legame covalente semplice (legame O-O). Essi contengono un atomo di ossigeno in più rispetto agli ossidi corrispondenti: infatti il legame covalente tra i due ossigeni crea una sorta di competizione tra le nuvole elettroniche dei due ossigeni, portante il loro numero di ossidazione da -2 (numero di ossidazione dell'ossigeno nella quasi totalità dei suoi composti) a -1. Il più comune di essi è il perossido di Idrogeno, meglio noto come "acqua ossigenata", di formula H2O2, della quale è ben nota l'aggressività in quanto potente disinfettante per uso esterno pur in concentrazione bassa. Il perossido (o biossido) di Bario ha formula BaO2.

L'alluminio puro in polvere è facilmente infiammabile all'aria e molto reattivo in acqua, con produzione di Idrogeno. Esso entra nel metabolismo cerebrale provocando l’Alzheimer e demenza precoce.

Nelle scie chimiche riscontriamo prevalentemente idrossido di bario, alluminio, composti organici e silicio, che svolgerebbero le operazioni di modifica dell’R.N.A. con creazione di un aggancio esterno e di modifica del D.N.A. con innesto di silicio.

Analizzando la parte dell’agroglifo di Chilbolton che riguarda un presunto D.N.A. anomalo, si nota il filamento a sinistra che presenta 6 coppie per giro, diversamente da un filamento standard che ne presenta 10. La rappresentazione spaziale di tale filamento si giustifica, se esso è polimerizzato in 2’5' diversamente dal normale 3’5’. Il D.N.A. non può esistere in tale forma perché il suo zucchero (deossiribosio) manca dell’O in posizione 2’ necessario per procedere all’idrolisi alcalina e quindi per ottenere il legame 2’5’. Il filamento è quindi un R.N.A. alternativo al 3’5’, che chiamerò RNA 2’5’.
Talune ricerche pubblicate mostrano che un RNA2’5’ formerà una doppia spirale, ma tende a rimanere a filamento singolo. Altre ricerche investigano l’uso di RNA2’5’ come agente antivirale. Ricordo che gli esperimenti sull’origine della vita condotti da Leslie Orgel negli anni ‘80 del XX secolo indicarono che l’R.N.A. polimerizza sovente in due forme differenti, vale a dire 2’5’ e 3’5’, e non esistono certezze sul motivo per cui la forma 3’5’ sembra prevalere.

Il RNA2’5' potrebbe rappresentare un’alternativa all’RNA3’5’ o al D.N.A. esistente sulla Terra. Gli acidi nucleici 2’5’ sono menzionati raramente nella letteratura e da nessuna parte è riportato che formano una spirale a filamento singolo con 6 basi per giro.

 


La logica alla base dell’intervento genetico è quella di fornire un aggancio esterno alla genetica, per cui occorre un R.N.A., perché esso può polimerizzare sia in forma 2’5’ che 3’5’ e quindi è in grado di fornire un’entrata/uscita. Il suo zucchero (il ribosio) ha cioè due mani disponibili in corrispondenza del carbonio in posizione 2’ e 3’, diversamente dal D.N.A. che dispone del solo carbonio in 3’. Nell’ R.N.A. il carbonio in 3’ è quello esterno alla struttura e per questo candidato a fungere da link, mentre il carbonio in 2’ garantirà la struttura del filamento. Occorre quindi idrolizzare alcalinamente l’R.N.A., mentre il D.N.A. può mantenersi, originando così una struttura ibrida formata da un filamento di D.N.A. normale e uno di R.N.A. modificato, che è quanto si riscontra nell’agroglifo di Chilbolton.

L’idrossido di Bario BA(OH)2 opera l'idrolisi alcalina della catena R.N.A. ottenendo appunto un R.N.A. 2'5', dopodiché rimane il bario in forma pura non assimilabile dall'organismo che viene espulso.

L'alluminio reagisce con l'acqua della reazione idrolitica, fornendo Idrogeno che si combina col gruppo OH in posizione 3' lasciando scoperto il C in 3’.

Ora al C3' un enzima apposito (il materiale genetico rinvenuto nelle scie chimiche) fissa il silicio in un legame SiC al carburo di silicio o carborundum ed un ulteriore idrogeno completa la valenza del silicio, rendendolo stabile.

Il risultato è C3'-Si-H.

In pratica il C2' serve alla polimerizzazione, mentre il C3' serve ad un eventuale collegamento esterno in tre modalità differenti:

1) si può adescare H, avendo a disposizione Si con 3 legami;
2) si può usare Si così com'è, in quanto ha valenza 4 (in figura sono evidenziate le possibili ulteriori valenze);
3) si può attuare una vulcanizzazione perossidica a temperatura ambiente (quella del corpo umano!), dove l’alluminio svolge la funzione di catalizzatore metallico come sostituto di stagno o platino, tra il SiH dell’R.N.A. ed un polimero siliconico.

Probabilmente si possono usare più modalità contemporaneamente per collegare una strumentazione esterna (nanorobot, computers, interfacce), trasmettere/ricevere tramite il silicio (onde radio, localizzazione satellitare), caricare informazione genetica con un viron (per modificare il D.N.A. normale oppure intervenire geneticamente in qualsivoglia maniera, come prospettato nel nanocomputer molecolare di Shapiro dove si può associare informazione genetica all’R.N.A.).

È’ da tener presente che già un R.N.A. generico, per sua natura instabile a causa del doppio ossidrile in C2’ e in C3’, può funzionare bene, quando esegue gli ordini del D.N.A. senza variazioni; interpretare gli ordini del D.N.A. in maniera errata (cioè incontrollata); causare la rottura della catena stessa dell’R.N.A. e quindi autodistruggersi, aprendosi nei suoi filamenti. Se ne deduce la possibilità d’uso come arma biologica già in forma non modificata e l’intervento esposto rende bene l’idea del possibile uso da parte di un’élite scientifico-militare.

L'argomento non è stato trattato, ma anche i cibi O.G.M. potrebbero giocare un ruolo non secondario nel programmare il D.N.A. con istruzioni note solo agli artefici.

Per quanto riguarda il D.N.A., l’idrossido di bario BA(OH)2 denatura il D.N.A. (cioè separa i due filamenti) e depolimerizza la singola catena (cioè la interrompe), idrolizzando (cioè acquisendo atomi di H che si combinano con la sua doppia valenza OH, generando acqua). A seguito della denaturazione (la separazione dei filamenti), uno dei filamenti può accoppiarsi con l’R.N.A. modificato.

L’azione dell’idrossido può essere fatale per il D.N.A. e questo sembra non auspicabile per i manipolatori, ma comunque si gioca coi grandi numeri e l’importante è che si abbia un qualche risultato. Tutto questo non è compiuto in laboratorio con campioni certi, dosaggi certi e controllando minuziosamente la reazione, ma è eseguito sul campo tramite le scie chimiche dove tanti sono i fattori difficilmente controllabili che intervengono. Pur tuttavia vi sono delle condizioni necessarie da soddisfare.

L’idrossido di bario è un ossidante talmente potente che, a contatto con D.N.A./R.N.A., tende a distruggerli. Porto ad esempio un altro potente ossidante, il perossido d’Idrogeno comunemente chiamato acqua ossigenata. Questa nelle tecniche cosmetiche tricologiche aggredisce la cheratina del capello rendendolo biondo, mentre molto diluito serve come disinfettante.

Così l’idrossido di bario viene grandemente rarefatto quando precipita al suolo a seguito d’irrorazione con le scie chimiche ed il suo effetto è diluito in modo tale che può agire sull’R.N.A. e magari risparmiare il D.N.A., oppure distruggere malauguratamente il D.N.A., senza provocare la morte istantanea dell’organismo. Il suo è cioè un effetto incisivo ma blando quanto basta.

Il problema maggiore si pone nei riguardi dell’alluminio perché esso, diversamente dal bario, si accumula nell’organismo e lo sottolinea il verificarsi di sindromi ad esso collegate.

Non tutti gli acidi nucleici subiscono l'inserzione di silicio, inserzione che forse non è necessaria o auspicabile; questo viene eseguito convenientemente dall'enzima.

Ipoteticamente la struttura in esame D.N.A./R.N.A. 2’5-Si si riprodurrebbe attraverso una fase di duplicazione nella quale i due filamenti si dividono. Il filamento D.N.A. in un processo di trascrizione crea un filamento R.N.A. uguale a sé stesso, cioè un R.N.A. normale che può essere successivamente manipolato. Il filamento RNA2’5’-Si, secondo un processo di trascrizione inversa, si accoppia con un filamento D.N.A., fornendogli la propria informazione, contrariamente a quanto succede nella trascrizione dove è il D.N.A. a fornire l’informazione per la creazione di un nuovo filamento.

Il risultato è di nuovo la struttura DNA/RNA2’5’-Si.

Una conseguenza di tutto questo potrebbe essere la sindrome di Morgellons (più diffusa in quei paesi, come gli Stati Uniti d’America, in cui il consumo di cibi transgenici è maggiore, n.d.r.).


Studio tratto dal libro:
Uomini o dei?

Integralmente tratto da Tanker Enemy