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lunedì 15 aprile 2013

Leggi ad hoc per ostacolare la produzione intensiva di energia pulita?


Dopo aver ascoltato in passato delle emerite scemenze(*) riguardo il presunto effetto negativo che apporterebbero le pale eoliche sul "rimescolamento" degli strati d'aria e sull'abbattimento di malcapitati volatili, ho saputo da poco che tra le tante idiozie che si dicono in giro contro i più svariati metodi di produzione di energia a partire da fonti rinnovabili, una delle maggiormente pretestuose ed incredibili è che l'apposizione di pannelli fotovoltaici che ricoprano porzioni di terreno va vietata perché la loro ombra proiettata al suolo impedisce la crescita di vegetazione.
 
Evidentemente non riuscivano a trovare un pretesto migliore per giustificare un provvedimento che sembra giocare troppo a favore di petrolieri e nuclearisti "sporchi".
 
Non si capisce in base a quale ragionamento, si sostiene inoltre che siccome il mercato del fotovoltaico è (sicuramente) "...in mano a dei camorristi", essi, in mancanza di una regolamentazione che limiti in maniera sostanziale l'approntamento di nuovi impianti, almeno al suolo, visti gli enormi (?) profitti assicurati da questo tipo di impianti, sarebbero pronti a ricoprire talmente tante aree del territorio da incidere negativamente in maniera significativa sulla produzione agricola.
 
Ora, anche senza effettuare tanti calcoli appare evidente che:
  • Un'ombra proiettata al suolo da una serie di impianti, anche si grandi dimensioni, non ha la benché minima possibilità di alterare in maniera significativa l'ecosistema se non in maniera assolutamente localizzata. Sarebbe necessario considerare esclusivamente il suo effetto sulla flora e sulla fauna che si trovavano sulla medesima superficie prima della costruzione degli impianti per riscontrare dei cambiamenti di rilievo. Una schermatura solare così localizzata non può essere nemmeno paragonabile, in grande scala, ad un simile effetto causato però dalle irrorazioni aeree clandestine e dalle modificazioni climatiche di origine antropica, consistenti annuvoilamenti e priogge torrenziali comprese. C'è anche da dire che l'ombra - esattamente come qualsiasi altra modificazione dell'ambiente in natura - se può generare effetti negativi apprezzabili da una parte, è parimenti in grado di offrire nuove opportunità ove abilmente sfruttate. Ad esempio, ritrovandosi un'ombreggiatura "gratuita", essa potrebbe essere vantaggiosamente sfruttata ad esempio: per la coltivazione di funghi, per evitare il riscaldamento di aria ed acque utilizzabili per rinfrescare mediante pompe di calore delle abitazioni "passive" o semplicemente per parcheggiare all'ombra come si vede in diverse stazioni di rifornimento autostradale. Parcheggiare all'ombra in piena estate non è una cosa da poco: significa anche utilizzare molto meno il condizionatore cioè energia al momento di ripartire! Inoltre, tornando alle piogge, l'impianto stesso potrebbe essere utilizzato, se previsto di progetto, per raccogliere acqua piovana e limitarne automaticamente l'evaporazione riparandola dal sole diretto, stivandola in apposite vasche sottostanti. E queste sono solo le prima cose che mi sono venute in mente.
  • Se è vero che un impianto fotovoltaico rende più di qualsiasi  coltivazione(anche più della canapa?), è anche vero che continuando a costruire impianti in maniera compulsiva sottraendo terreno fertile alle coltivazioni (ma poi perché costruirli proprio su terreni fertili visto che ce ne sono tanti incolti, improduttivi o cementificati?) finirà prima o poi per bilanciare il prezzo dell'energia con quello della produzione agricola in quanto la maggiore disponibilità di energia semigratuita ne abbasserà il prezzo di mercato e per contro, i prodotti agricoli sani ed a km 0 cominceranno a costare di più finendo col tornare convenienti da produrre. Un conto empirico presto fatto è che se, poniamo, l'attuale produzione fotovoltaica ammonta al 2% della richiesta interna, essa non potrà mai aumentare più di 50 volte, arrivando a coprire quindi il 100% della domanda. Ciò senza considerare che l'eolico è più vantaggioso e che il nostro Paese ha un potenziale geotermico e perfino idroelettrico in gran parte inespresso. Una disposizione di legge che fosse realmente importante dovrebbe limitare drasticamente l'importazione di derrate alimentari applicando severi dazi "a chilometro" anche su scala locale extra-comunale. Chi vuole mangiare un prodotto tropicale, deve abituarsi a farlo dove viene prodotto e non a mezza costa di una pista di sci alpina.
  • Anche se fosse reale - e non ho motivo di dubitarne - un monopolio dell'energia attuato da enti criminali, non vedo il problema etico di doverglielo togliere di mano attraverso delle leggi indirette: un'opera può essere buona o cattiva a prescindere da chi la compie e se fotovoltaico è bene, è bene anche se messo in opera da associazioni criminali che almeno potranno rimettere in circolo una parte delle ricchezze indebitamente accumulate. Se si vuole colpire la criminalità ed il suo fare "criminale", il metodo più intelligente non è certo quello di contrastare le sue attività legali!! Ben vengano dei criminali (redenti o meno) che ci aiutino a liberarci dalla schiavitù del petrolio e dai rischi del nucleare. Con l'augurio che ci guadagnino tanto da non aver più bisogno di comportarsi come criminali, distinguendosi quindi dai nostri governanti.

*)  Una pala eolica non è in grado di rimescolare alcunché visto che gira sotto la spinta del vento che l'attraversa e non il contrario. Un'elica mossa da un motore potrebbe invece farlo in maniera significativa ma lo stesso non si riesce a capire quale effetto negativo sull'ambiente si potrebbe generare da tale "rimescolamento".
Se esiste realmente una casistica di volatili morti a seguito dell'impatto con delle pale eoliche, essa non può che andare a completare in maniera probabilmente poco rilevante quelle relative ad impatti contro velivoli, elettrodotti e veicoli terrestri.

giovedì 28 giugno 2012

Fracking previsto in aree del grossetano e del senese, città compresa

Alla faccia di chi sostiene che nel territorio italiano non venga praticato il fracking.
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I permessi della European Gas Limited - ditta australiana che dice di avere depositato le proprie valutazioni di impatto ambientale per estrarre Coal Bed Methane e Shale Gas con fracking presso la regione Toscana.

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E cosi, come un domino ecco altri progetti per fare fracking di Coal Bed Methane in Italia e di Shale Gas.

Sono tutti e tre allo stadio preliminare e sono in Toscana.

Da quanto mi pare di capire, questa ditta,
la European Gas limited, ha avuto le concessioni nel 2007 ma sta ancora chiedendo i permessi e le autorizzazioni a procedere al nostro governo.

E' tutto nel silenzio, e come sempre, se nessuno sa, dice, chiede, esige risposte, quelli gliele danno le autorizzazioni, perche' fondamentalmente non sanno neanche cosa sia il fracking!

E così finirà che si arriva al fracking in Italia senza neanche chiederlo a nessuno, e poi in Toscana, come se la regione piu' turistica d'Italia potesse essere allo stesso tempo un distretto minerario con acqua inquinata, esalazioni tossiche e tremori più o meno forti nel sottosuolo.

Dicono che:
Reports on Environmental Impact Study’s for the three permit areas have been completed and lodged with the office of the Regione Toscana.

I rapporti sugli studi di valutazione ambientale per tutte e tre le aree sono stati completati e giacciono con gli uffici della regione Toscana.

Ma la regione Toscana ha qualcosa da dire? Lo sanno? Cosa pensano? Perché la gente normale non sa niente di tutto cio, che magari vorremmo dire anche la nostra, no?

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Siena - 478 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas
Belforte - 511 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas
Cinigiano - 564 chilometri quadrati - Coal Bed Methane e Shale Gas


Ma chi sono questi che non sanno neanche scrivere Siena e scrivono Sienna?

Intanto, questa European Gas Limited, europea non è.

La Kimberley Oil infatti nasce nel 1996 nell'Australia del Nord e *fin dal 2003* "entra in accordo" per una joint venture per trivellare carbone alla ricerca di metano in Italia e Francia.

Fin dal 2003!

Fra i suoi
partner fin dal 2006 una certa Heritage Petroleum, americana.

Poi divestono dall'Australia e si cambiano il nome in European Gas Limited, chissà, per sembrare piu' benigni forse.

Anche loro parlano dei disastri minerari della Toscana e dell'alto contenuto di metano nell'area.

Dicono che

"CBM exploration activities by others in adjacent permits is encouraging".
"Le attivita' di esplorazione di attività di CBM in permessi adiacenti è incoraggiante"

Ricordiamo che il CBM è il coal bed methane che viene estratto con metodi di fracking.

E poi, ma chi sono questi altri? Quelli della Independent Resources? O altri ancora?

La cosa che fa rabbrividire è che dalle loro carte l'intera città di Siena è coperta dal permesso esplorativo!
Non ho che dire.

La Francia e la Bulgaria hanno bannato il fracking. Noi neanche lo sappiamo che degli australiani ed inglesi vogliono venire a farcelo in alcuni dei più bei posti d'Italia se non del pianeta.

Evviva l'Italia.

integralmente tratto da:

martedì 12 giugno 2012

Analisi completa delle più probabili cause del recente sisma in Emilia

Per le ipotesi sul recente terremoto in Emilia è interessante dare una letta al post di scienzamarcia dal titolo Il recente terremoto in Emilia, il fracking e ... i riscaldatori ionosferici?, dove viene spiegata, oltre all'HAARP, la tecnica del fracking:
"Il fracking e' una tecnica relativamente nuova perfezionata dal gruppo Halliburton di Dick Cheney, petroliere ed ex vice presidente americano, per estrarre gas da roccia porosa. Con questa tecnica si iniettano miscele segrete di sostanze chimiche sottoterra ad alta pressione e si scatenano dei microterremoti, spaccando la roccia che rilascia gas. Qualche volta la roccia triturata finisce nelle falde idriche, qualche volta le acque di scarto si reiniettano sottoterra volutamente, qualche volta il gas si infiltra entra nei rubinetti delle case, come ci insegna Josh Fox con il suo film Gasland."
 Qualche giorno fa, prima dell'ultima scossa, Monia Benini, che vive vicino all'epicentro del terremoto, aveva rilasciato un video dove spiegava che il sottosuolo emiliano ha faglie attive, anche se, come spiegato dal presidente del CNG (Consiglio Nazionale dei Geologi) Graziano "La probabilità che accadesse in quell'area un sisma del genere era piuttosto bassa, visti i precedenti 400 anni di tranquillità." La Benini spiegava che, nel sito dove è avvenuto il terremoto, la società ERS, cioè ERG Rivara Storage (85% Independent Gas Management – 15% ERG Power & Gas), doveva fare degli accertamenti relativi alla possibilità di stoccaggio di gas naturale; In particolare, tra le altre cose, la ERS doveva fare un rilievo sismico da alta precisione per confermare l'assenza di faglie superficiali. La Benini parlava di un documento del Ministero dell'Ambiente, con la data di autorizzazione del 17 febbraio 2012, che dava il benestare all'intervento di accertamento da parte della ERS; la Benini ha trovato che sul sito di ERG si prevedeva di iniziare i lavori di accertamento tre mesi dopo la data di concessione dell'autorizzazione, cioè, tre mesi dopo il 17 febbraio 2012; fate i calcoli...




Sulla stessa linea ci sono altri siti che parlano della stessa questione. Ad esempio, in un articolo dal titolo Il Fracking all'origine del terremoto in Emilia Romagna?, si afferma che:

"Rivara è una piccola frazione situata tra San Felice sul Panaro e Finale Emilia, al centro della zona colpita dal terremoto del 20 maggio scorso e dal successivo sciame sismico che, ancora oggi, non accenna a diminuire. La frazioncina è protagonista di un braccio di ferro che da alcuni anni oppone gli abitanti della zona alla società ERG Rivara Storage (ERS), che ha in mente di realizzare un maxi deposito sotterraneo per lo stoccaggio di 3,2 miliardi di metri cubi di gas ad una pressione di 290 bar. In pratica un’area di 120 chilometri quadrati (l’equivalente di oltre 18 mila campi di calcio uno a fianco all’altro) sotto la quale sarà stoccato gas ad una pressione circa 100 volte superiore a quella con la quale gonfiate le gomme della vostra auto dal benzinaio."
Come vedete, un progetto davvero "geniale" per quet'area..
L'articolo prosegue:
"E qui viene il punto. Qualcuno ipotizza che il terremoto sia stato provocato da introspezioni geologiche effettuate nel sottosuolo proprio dalla ERS nella fase di studio e test del sottosuolo. Rosario Marcianò esperto di scie chimiche in un’intervista a Radio IES che potete ascoltare qui, afferma che le ricerche potrebbero essere una concausa del terremoto, se non la causa scatenante. La zona della Valpadana infatti, non è mai stata considerata a rischio sismico e ciò contribuisce in misura ancora maggiore ad avere sospetti su quanto sta avvenendo. Le scosse sismiche verificatesi nell’ultimo anno, anche prima del terremoto, sono molto numerose e questo, da un punto di vista statistico, induce ad avanzare ulteriori sospetti. C’è una tecnica nuova per la ricerca di giacimenti di gas nel sottosuolo che si chiama Fracking, letteralmente “fratturare”, che consiste nell’iniettare grossi quantitativi di acqua e sostanze chimiche - solitamente segrete - oltre ad anidride carbonica (CO2) all’interno del terreno. Le reazioni chimiche provocano grosse deflagrazioni sotterranee e conseguenti frantumazioni che poi, in base alle tecniche tipiche di sondaggio nel sottosuolo danno la possibilità di evidenziare la presenza di pozzi di gas, con successiva risalita in superficie del gas che si cerca.
Certo, si tratta di ipotesi da dimostrare, ma tra i ricercatori c’è piena consapevolezza sui limiti dello stoccaggio di CO2 e sul conseguente rischio sismico. Insomma, al posto di un abitante di San Felice non starei troppo tranquillo.
Soprattutto sapendo che la Francia ha vietato la ricerca di pozzi con il fracking proprio a causa dei sismi, e altrettanto ha fatto lo stato americano del Vermont proprio la settimana scorsa. L’Oklahoma, altro stato USA dove questa tecnica era estensivamente utilizzata, dopo l’ultimo terremoto del novembre 2011 ha posto una moratoria: meglio vederci chiaro. "


"In un articolo del 21 maggio 2012, il giorno dopo il sisma, Giovanni Tizian scrive sull’espresso un articolo in cui viene ricordato come proprio nell’area dell’epicentro, a Rivara di San Felice sul Panaro, “la società Ers (Erg Rivara Storage) vuole realizzare il deposito di gas naturale, presente nel sottosuolo di quell’area. L’impianto permetterebbe di stoccare 3,2 miliardi di metri cubi di gas a 2800 metri di profondità nel sottosuolo”. Il fatto però è che sia la Regione che gli enti locali, sia i comitati cittadini hanno sempre posto dinnanzi al progetto un rigoroso NO. Quell’impianto non lo vuole nessuno, nessuno a parte la società in questione evidentemente, e l’onorevole Carlo Giovanardi (PDL), che sulla realizzazione dello stesso ha insistito fortemente. Ancora fino a 20 giorni prima del terremoto, come ricorda Tizian. Sulla questione si era mosso anche l’allora governo Berlusconi cercando con un decreto ad hoc di venire incontro alle pretese dell’allora Ministro Giovanardi."
Nell'articolo di Giovanni Tizan, dal titolo L'impianto gas? Sull'epicentro, uscito su L'Espresso, si afferma:
"Proprio nei luoghi devastati dal sisma di domenica dovrebbe essere costruito un megacentro di stoccaggio della Erg. Una struttura fortemente voluta dagli industriali locali, da Giovanardi ma anche dal sindacato. Che, per fortuna, ancora non c'è...
...Per il centro di stoccaggio di Rivara, la società deve ancora effettuare gli accertamenti. Tra le attività che gli esperti dovranno svolgere, su richiesta esplicita del ministero dell'Ambiente, i rilievi sismici. Con metodi non troppo sottili, si parla nei documenti dell'Ambiente di cariche esplosive 'in pozzetto' piuttosto che il 'vibroseis', camion dotati di piastre metalliche da 3 tonnellate poste in contatto con il terreno su cui eserciteranno una forte pressione. Tecniche che stimolano il rilascio di onde sismiche."
 
MILANO - Il governo «riconsidera» il progetto di gigantesco deposito sotterraneo di gas da costruire, come previsto in un decreto firmato il 17 febbraio, nel sottosuolo dei comuni di «San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore». Proprio quelli che più hanno subito le devastanti conseguenze del terremoto di domenica. A quattro giorni dal sisma arriva una specie di parziale «dietrofront» del ministro all’Ambiente Corrado Clini, che assieme a Lorenzo Ornaghi (Beni culturali) ha firmato l’atto per il via libera ai sondaggi.
INVESTIMENTO DA 300 MILIONI - La «Erg Rivara storage srl» (società angloitaliana costituita nel 2008 che nella proprietà vede la presenza della famiglia Garrone, i proprietari della Sampdoria), ha già programmato la spesa iniziale di 20 milioni di euro per la fase iniziale degli studi mentre l’investimento complessivo ammonterebbe a 300 milioni di euro. Il valore commerciale del gas stoccato sarebbe pari a 1 miliardo e mezzo di euro mentre i nuovi posti di lavoro sarebbero 1300, stando alle cifre riportate da uno studio di Nomisma Energia che elenca anche altre ricadute positive. Voci come indotto, nuove fonti d’imposta, l’aumento delle riserve strategiche di gas che farebbero dell’impianto il sesto per capienza in Italia.
.....
«COMPATIBILITA’ AMBIENTALE» - Le ispezioni (autorizzate per tre pozzi di ricerca e condotte con perforazioni, sonde, cariche esplosive, costruzione di vasche per la raccolta di acqua, fanghi e detriti) dovrebbero servire ad accertare la «compatibilità ambientale» del progetto di maxi deposito sotterraneo di gas. In sintesi, uno stoccaggio da 3,2 miliardi di metri cubi di metano in una cavità naturale a 2.550-2.800 metri di profondità. Un sistema mai visto in Italia. Il decreto che dà autorizza i rilievi preventivi prevede cariche da far esplodere badando ad evitare «possibili interferenze o contaminazioni delle falde». Richiede la cura di «chiudere i pozzi, riportandoli allo stato precedente, dopo le detonazioni». E sollecita rilievi sismici da effettuare «secondo le più moderne tecniche, evitando qualsiasi tipo di disturbo alle popolazioni residenti e alla fauna». Un programma che però, dopo la devastante scossa delle ore 4 e 03 di domenica mattina, è destinato ad essere completamente rivisto.
....
"«NESSUNA PERFORAZIONE» – Poche ore dopo il sisma, la società ha emesso una nota in cui chiarisce non aver «realizzato nell’area di Rivara nessuno studio o perforazione, tanto meno con l’iniezione di gas» mentre l’intensità del terremoto (5,9 gradi Richter, ndr) è stata «valutata come compatibile con la presenza di uno stoccaggio di gas».

FENOMENO INSPIEGABILE - Una risposta forse indirizzata a quel vociare dilagante, proveniente dagli agricoltori del posto, che nelle 48/72 ore precedenti il sisma avevano notato un innalzamento innaturale, anche di quattro metri, dell’acqua nei pozzi localizzati proprio tra San Felice e Finale Emilia. Fenomeno almeno per ora inspiegabile che qualcuno aveva già azzardato nel collegarlo a presunti sondaggi condotti per verificare le compatibilità ambientali del deposito. Intanto le associazioni cittadine annunciano nuove proteste nella località sconvolte dal terremoto. Le scosse di assestamento nel frattempo continuano a ripetersi ogni giorno. Bonelli scuote la testa: «Forse la pietra tombale su questa vicenda l’ha messa proprio il sisma»."

Noi di nwo-truthresearch naturalmente non abbiamo nessuna certezza ne vogliamo imporvi alcuna verità, ma certamente le analisi documentate di Monia Benini sull'inizio dei rilievi da parte di ERS, cioè tre mesi dopo la data di autorizzazione da parte del Ministero dell'Ambiente (17 febbraio 2012), data coincidente con il primo terremoto del 20 maggio, a noi ci danno un po da pensare...
Interrogazione parlamentare a risposta scritta 4-14304 presentata da MANUELA GHIZZONI martedì 20 dicembre 2011, seduta n.563

Il
decreto di concessione del Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare firmato il 17 febbraio

Nel sito ufficiale Erg Rivara Storage è descritto il progetto criminale

leggi anche:

Trivellazioni per deposito di metano nei territori del sisma: Gcr chiede trasparenza

Il cancro della tiroide, il fracking e l'energia nucleare

- Via libera accertamenti per deposito gas -

 -Impianto gas sull'epicentro -



integralmente tratto da nwo-truthresearch

giovedì 29 marzo 2012

Nelle terre circostanti il Pertusillo, rilevati alcuni elementi chimici in quantità preoccupante.


Risale al 18/11/2011 questo articolo pubblicato su La Siritide.it riguardante l'esito di un'analisi condotta sui terreni che circondano l'invaso del lago artificiale del Pertusillo, formatosi in seguito allo sbarramento del fiume Agri, in provincia di Potenza.

 L'invaso del Pertusillo

Sarà un caso che gli elementi riscontrati in quantità preoccupante, con particolare attenzione all'alluminio ed al bario, sono gli stessi che notoriamente vengono scaricati in copiosa quantità nei cieli durante molte operazioni di irrorazione aerea?

Chi ha redatto l'articolo, probabilmente ignorante come tanti le tematiche relative alle irrorazioni aeree clandestine, riporta diligentemente e professionalmente la cronaca di questo allarme che dovrebbe servire a molti per cominciare a guardare in faccia la realtà e prendere provvedimenti contro i veri responsabili di simili avvelenamenti del territorio invece di suggerire di arrestare i soliti sospetti come nel film Casablanca..: ad essere tirati in ballo infatti, sono l'industria del petrolio (si ricorda che l'Italia come nazione è il secondo produttore europeo di petrolio e la Lucania è il suo "Texas"), gli scarichi industriali e addirittura quelli privati (!) ma neanche la più lontana ipotesi sull'eventualità che queste sostanze di troppo siano giunte dal cielo attraverso le innominabili Scie Chimiche!

Il resto dell'articolo:
Da notare che l'Acquedotto Lucano respinge le accuse sull'eventualità che siano i suoi depuratori a non funzionare.
 E probabilmente ha ragione.

domenica 17 luglio 2011

Italia preda di trivelle straniere


Per prelevare petrolio di scarsissima qualità al 12esimo livello (su 50 di max purezza) lo Stato Italiano ha ceduto la sovranità concedendo licenze di prospezioni e trivellazioni a compagnie straniere e finte nazionali in quasi tutte le Regioni, per derubare l’Italia delle sue ultime e profonde risorse energetiche.

I danni ambientali che seguiranno a queste pratiche potranno essere irreparabili per decenni o secoli. Non vi saranno profitti per le popolazioni locali che saranno costrette a convivere in situazioni di inospitalità ed insolubrità.

"L’Italia preda delle trivelle texane"